L’analisi e valutazione dei rischi aziendali non hanno solamente un risvolto sulla stabilità finanziaria dell’azienda, ma anche sulla responsabilità delle figure apicali; chi ha la responsabilità dell’impresa, infatti, deve saper individuare, valutare e gestire i rischi interni
ed esterni.
Con l’introduzione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) D.Lgs 14/2019 è stato modificato l’art. 2086 del codice civile, che impone ora a tutti gli imprenditori “il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale”.
Dal 17 Luglio 2022 inoltre, con il D. Lgs 83/22 e il novellato comma III, gli adeguati assetti devono consentire all’impresa di “verificare le prospettive di continuità aziendale almeno per i 12 mesi successivi”. Vengono meno quindi gli approcci “backward-looking”, con la contestuale soppressione degli indici di allerta, in favore di un approccio rivolto agli andamenti futuri.
È in tale esigenza che si incardina, in tutto il suo valore, il lavoro di analisi che proponiamo, in grado di delineare scenari di rischio cogenti e concreti ai fini della business continuity, ed effettuando poi uno stress test personalizzato del programma assicurativo, finalizzato alla compliance richiesta dalla normativa.
È fuori di dubbio, infatti, che l’impresa non possa proseguire nella propria strategia o nel proprio piano industriale, a prescindere dalla qualità del proprio assetto finanziario, una volta venuti meno i propri presupposti di valore, siano questi individuati in asset fisici, risorse umane o presupposti produttivi.